mercoledì 18 maggio 2011

Fort Knox – Tra complotto e realtà


Le quotazioni dell’oro sono in costante crescita da ormai 10 anni. In particolare negli ultimi due anni, tale crescita ha assunto un aspetto esponenziale, permettendo al giallo metallo di “rompere” ogni record attestandosi su livelli inimmaginabili fino a qualche anno fa. Le ultime settimane hanno visto le quotazioni stabilizzarsi sui $1500 l’oncia.

Questo ha logicamente attratto l’attenzione del pubblico sul metallo prezioso per eccellenza e tutto quello che è legato ad esso. In particolare, hanno iniziato a circolare nuovamente voci sulla presenza o meno dell’oro nei vaults di Fort Knox, il deposito delle riserve auree statunitensi aperto nel 1937.

Attualmente (fonte Wikipedia) sono presenti 147.3 milioni di once d’oro a Fort Knox in forma di lingotti da 400 once della misura di 7 x 3 5/8 x 1 3/4 (pollici).

L’aurea misteriosa che ha sempre aleggiato sulla struttura situata nello stato del Kentucky è stata alimentata dal fatto che, tranne rare eccezioni, nessuno (ne’ presidenti, ne’ tantomeno comuni cittadini) è mai riuscito ad entrare nel “forziere” per antonomasia, ne’ a ottenere il permesso per una verifica della quantità dell’oro contenuto in esso.
Le stesse revisioni contabili, che comunque vengono pubblicate regolarmente, non sono mai state eseguite da società indipendenti.

Le visite ufficiali si contano sulle punta delle dita. Il Presidente Franklyn D. Roosevelt riuscì ad ottenere il permesso per un’ispezione nel 1943. Nel 1953, sotto la Presidenza di Truman, un comitato verificò ufficialmente la presenza di tutto l’oro che era stato rimpatriato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, fino al 1952.

Per i successivi due decenni i sotterranei di Fort Knox rimasero sigillati. Fino al 23 Settembre 1974, quando fu finalmente “aperto al pubblico” per una visita guidata. Il gruppo era composto membri del Congresso, del Tesoro e della Zecca, da giornalisti, scrittori freelance e editori delle più popolari riviste numismatiche.
L’apertura al pubblico fu permessa in seguito ai rumors (resi pubblici da riviste nazionali) sempre più insistenti riguardo alla rimozione di oltre 20 miliardi di dollari in oro.
La visita fu naturalmente scortata dai militari che presidiano Fort Knox, alla presenza della Direttrice della US Mint, Mrs. Brooks.

Le stanze sotterranee (vaults), di misura ridotta, erano sigillate con un nastro adesivo che avrebbe evidenziato ogni manomissione dello stesso, le cui estremità erano coperte di cera fusa a caldo per attaccare un foglio di carta firmato da tre membri del governo al momento della chiusura.
Durante la visita fu permesso ai presenti di scattare alcune foto (qui sotto, cortesia di David L. Ganz e www.NumismaticNews.com)

Naturalmente tutto l’oro era lì e non fu scoperta la presenza di tunnel segreti che avrebbero permesso all’oro di essere spostato lasciando i sigilli intatti.

Altrettanto naturalmente, i complottisti non furono (e non lo sono tutt’oggi) convinti.



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